VACCINI: INCHIESTA SULLE REAZIONI AVVERSE. Prima parte

Giappone ed Italia a confronto.

di Luca Scantamburlo

A fronte della estesa e martellante campagna di informazione quasi a senso unico portata avanti negli ultimi mesi da mass media, da autorità istituzionali, da compagini politiche nazionali e regionali (con pochissimi distinguo) sulle vaccinazioni e tutti i loro benefici (che esistono), e sulla responsabilità genitoriale invocata per rispondere alla salvaguardia della sanità pubblica, ho deciso di intervistare personalmente la d.ssaHiroko Mori, un medico che per anni è stato a capo della Sezione Malattie infettive dell’Istituto di Sanità Pubblica del Giappone. Un importante ruolo governativo quello ricoperto dalla Mori, che ha raggiunto dopo anni di lavoro in veste di ricercatrice scientifica. La d.ssa Hikoro Mori, oggi anziana ed in pensione, pone l’accento soprattutto nel valutare il rapporto rischio /beneficio della cosiddetta profilassi vaccinale, e mette in guardia il pubblico nel non sottovalutare il rischio delle reazioni avverse (che esistono anch’esse) ai vaccini, una realtà documentata scientificamente e che tocca da vicino soprattutto le famiglie dei Paesi avanzati, dove le condizioni igienico-sanitarie ed i livelli di nutrizione sono nettamente migliori rispetto a Paesi in via di sviluppo. La dottoressa H. Mori non mette in dubbio il vantaggio che i programmi di vaccinoprofilassi hanno avuto in determinati periodi storici, e ne sottolinea l’importanza fondamentale che ancora oggi hanno in determinate aree del mondo, dove le condizioni di vita – igieniche ed alimentari – sono ancora oggi così precarie, che i benefici delle vaccinazioni superano – a detta della dottoressa giapponese – il peso delle reazioni avverse e degli effetti collaterali nocivi manifestate da chi le riceve. Ma la dottoressa sottolinea che – a suo avviso – nei Paesi avanzati del mondo, la decisione di vaccinare o meno i bambini dovrebbe essere una scelta esclusiva dei genitori, e non imposta obbligatoriamente dalle Autorità. Così come avviene in Germania (terra che da diversi anni riceve migliaia e migliaia di migranti anche da aree disagiate del Medio Oriente) ed in Giappone, entrambi Paesi dove le vaccinazioni sono raccomandate ma non sono obbligatorie. Infatti la vaccinazione in età pediatrica (per infanti e bambini) è un atto sanitario che non può mai essere esente da rischi al 100%, essendo il vaccino un farmaco e come tutti i farmaci sono sempre possibili effetti indesiderati nocivi quando vengono somministrati (in questo specifico caso, lo shock anafilattico è uno di questi, ma non è il solo). Si va da quelli a breve termine, passeggeri e reversibili, a quelli (più gravi e rari) irreversibili. Si consulti in proposito i “bugiardini” dei vaccini in commercio. A maggior ragione quando la somministrazione avviene per via parenterale (intramuscolare nello specifico, per gli infanti, saltando la barriera naturale delle mucose dell’organismo).Chi scrive si è formato culturalmente anche in aule universitarie italiane, e mi è sempre stato insegnato da miei docenti di filosofia, epistemologia e di storia della scienza, che il dubbio e la forza della ragione e della critica costruttiva, sono le basi della cultura e del vivere civile, e che il dissenso, se ragionato e sorretto da pensiero logico, esercitato su teorie falsificabili che devono essere messe alla prova e devono sempre poter essere criticabili, sono il sale del progresso e tutto ciò è ancora più necessario quando i dogmi intoccabili sono protetti e custoditi dal pensiero scientifico dominante che – spesso arroccato sulle proprie posizioni – rifiuta di analizzare le anomalie scientifiche emerse e non si cura di dati ed evidenze scientifiche che mettono in crisi proprio quei paradigmi dominanti che vengono difesi con le unghie e con i denti dalle élite della comunità scientifica stessa, che per definizione non può mai essere compatta ed avere giudizi unanimi. Altrimenti il motore del progresso culturale e scientifico non esisterebbe. Ecco la prima parte della mia inchiesta sui vaccini e le reazioni avverse, nel contesto sociale e culturale di Giappone ed Italia messi a confronto. Al lettore lascio il giudizio sulle convinzioni etiche e mediche della dottoressa Mori, e sul tema bioetico che fa da sfondo alla intervista (consenso e dissenso informato, diritto all’informazione del paziente ed alla libertà di scelta di cura, rischi e conseguenze di un atto sanitario raccomandato od imposto obbligatoriamente dalle Autorità sanitarie come la vaccinazione profilattica e non terapeutica, effettuata su soggetti sani ed in buone condizioni di salute).La seguente mia intervista è stata divulgata in esclusiva dalla Free Lance International Press di Roma, il 12 febbraio 2017, dopo essere stata rifiutata da diversi periodici digitali e della carta stampata italiana a cui l’avevo proposta, nonostante io non avessi chiesto alcun corrispettivo in denaro per i diritti d’Autore.

https://vaccinoconsapevole.blogspot.com/2017/07/a-fronte-della-estesa-e-martellante.html

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