Appello per un libero dibattito nella comunità scientifica all’Accademia dei Lincei

Gent.mo Prof. Giorgio Parisi

Presidente dell’Accademia dei Lincei

In un momento di grande difficoltà per il nostro Paese e per l’intera umanità sono sorte violente polemiche all’interno della comunità scientifica in merito all’opportunità di divulgare le proprie opinioni ancorché maturate in base ai propri o altrui studi e supportate da una pluriennale esperienza.
In particolare sono sorte associazioni che si sono autoproclamate portavoce dell’intera comunità scientifica che si ritengono depositarie del diritto di divulgare la posizione ufficiale della scienza sui mezzi di comunicazione. Ci riferiamo all’associazione cosiddetta “Patto Trasversale per la Scienza” ed alla sua diffida nei confronti della direttrice della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bio-emergenze dell’Ospedale Sacco di Milano perché ha diffuso alcuni dati e alcune riflessioni che le sono venute in evidenza durante il suo lavoro, difformi da quelle sostenute dagli appartenenti all’associazione. La stessa associazione ha quindi denunciato alla Magistratura un farmacologo che ha rilasciato una intervista ad una televisione streaming sulla presente epidemia e che esprimeva alcune tesi simili, sebbene più radicali, a quelle in precedenza espressa dalla stessa dirigente del Sacco di Milano sulla natura della presente epidemia, chiedendo al contempo all’Autorità regolatoria l’oscuramento della televisione.
Non le sfuggirà il paradosso di questa situazione. La scienza si basa, per definizione, sulla formulazione di ipotesi e sulla metodologia necessaria alla loro verifica e non rifugge, per sua stessa natura, al dibattito ed al confronto indispensabili al reale avanzamento della conoscenza. Ci sentiamo pertanto profondamente offesi dall’apprendere che a nome dell’intera comunità scientifica si chiede alla magistratura di silenziare le opinioni difformi dalla propria e non si ricorre, come invece è proprio della professione di scienziato, alla confutazione con gli strumenti di cui la comunità scientifica si è dotata. Riteniamo, come scienziati e dottori, che la nostra onorabilità professionale sia stata grandemente lesa poiché è stata ingenerata nell’opinione pubblica l’idea falsa che la comunità scientifica sia un blocco monolitico la cui principale funzione è la soppressione del dissenso al di fuori di quei canali che sono invece propri alla nostra deontologia professionale alla quale ciascuno di noi ha dedicato studi, abnegazione ed entusiasmo.
Le chiediamo pertanto di intervenire pubblicamente a nome dell’Accademia dei Lincei per ricordare quali sono le corrette modalità del dibattito scientifico autonomo ed obiettivo e quali sono i canali attraverso i quali esso si svolge per fugare ogni possibile dubbio che l’attitudine galileiana alla ricerca scientifica possa essere sacrificata dalla comunità degli scienziati in questa o in future circostanze.

Cordiali saluti,

Antonella De Ninno, ricercatrice sr., fisico, Frascati;
Livio Giuliani, ricercatore sr., matematico e biofisico, Roma;
Antonietta Gatti, ricercatrice sr., fisico, Modena;
Mariagrazia Coassin, ricercatrice sr., biologa, Treviso.

La petizione si è conclusa.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno firmato.

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